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RASSEGNA STAMPA versione stampabile
Sliding doors
Da una parte chi difende i princìpi che ci stanno a cuore: l'uomo, la famiglia, il loro rappresentarsi nella società. Dall'altra, quelli che hanno sempre votato contro. Non è propaganda, sono i numeri (articolo di prima pagina sul numero dell'8 aprile 2006 del settimanale Il Domenicale)

Fonte: www.ildomenicale.it
Dopodomani sapremo. O gli uni o gli altri. L'alternativa, nonostante le pie dichiarazioni di molti politically correct, è tra due scenari profondamente diversi. E dipende da noi il futuro del nostro paese, dal fatto che andremo a votare e dal voto che daremo in maggioranza.
In quest'ultima vigilia, quindi, è opportuno soppesare bene sia le ragioni per votare sia le ragioni per dare il voto a una parte piuttosto che all'altra. Lasciando stare le chiacchiere e la propaganda per concentrarsi su quel che davvero può fare la differenza.

Una scelta decisiva
Ci sono sul tappeto grandi questioni. Sappiamo che su problemi fondamentali centrodestra e centrosinistra hanno prospettive diverse, addirittura opposte. Sappiamo anche che, chiunque vinca, il nuovo governo, cercando di risolvere alcuni di questi problemi, dovrà mettere mano a situazioni in larga misura condizionate da fattori esterni. Sì, è vero: se il centrosinistra andrà al potere si prospettano anni grami per il prelievo fiscale eccessivo e punitivo, per una riforma del lavoro che ammiccherà ai sindacati e ai poteri forti, per una scuola che ripiomberà nel marasma ideologizzato. E tuttavia qualsiasi scelta sarà sottoposta alle esigenze reali del bilancio italiano e del contesto internazionale, che governano l'andamento dell'economia assai più di quanto possano fare i ministeri.

Ci sono, però, altri campi in cui la scelta fra l'uno e l'altro schieramento si prospetta radicalmente ancora più decisiva. Sono temi su cui in questi anni si è spesso concentrata la battaglia culturale del Domenicale. I temi forti del convivere umano: la vita individuale e nella società, la famiglia, i princìpi che debbono governare la politica perché ci sia rispetto effettivo per l'uomo e per il suo statuto.
Se si guarda la nuda realtà delle affermazioni documentabili proferite nelle sedi che contano, il centrosinistra manifesta una preoccupante compattezza in senso contrario a questi princìpi. Hanno un bel dire Rutelli e i "moderati" di quella parte, ha un bel dire il Professor Prodi che i loro ideali praevalebunt sui vari verdi e comunisti, post o ex che siano.
I numeri che sintetizzano le loro azioni di governo o parlamentari presentano una realtà opposta.

Uno screening serio
Abbiamo sottomano un dettagliato documento, consultabile nel sito www.nuoveonde.too.it, stilato da un'associazione milanese, Nuove Onde (persona, famiglia, bioetica, vita) che ha esaminato il comportamento in aula dei rappresentanti politici dei due Poli in tutte le sedi ufficiali: votazioni in sede di parlamento europeo, di parlamento italiano, di enti locali, proposte di legge sottoscritte e votate, comportamento in occasione del referendum sullo statuto dell'embrione, programmi elettorali personali e di coalizione. Un aiuto valido per capire che cosa davvero pensano e fanno i candidati che stiamo per votare.
Si comincia da una citazione di principio degli estensori del documento: «Perché focalizzare l'attenzione sui valori della vita umana, della famiglia e della libertà di educazione? Perché sono i valori che, se si vuole promuovere il vero bene della persona umana, devono essere alla base di ogni scelta e di ogni azione, le quali altrimenti finirebbero per essere ingiuste.

La giustizia impone e consiste esattamente in questo: nel riconoscere a ciascuno il suo, ciò che gli compete in base a ciò che è e che ha. Ad ogni uomo, in quanto unico ed irripetibile, va riconosciuta dunque la sua incommensurabile dignità. Dunque, innanzitutto il diritto alla vita per ogni concepito, poi il diritto ad una famiglia secondo natura e, infine, il diritto di ogni famiglia ad essere riconosciuta e sostenuta quale prima cellula della società, prima culla di ogni bambino e titolare del diritto/dovere di educarlo. La solidarietà, l'economia e ogni altra azione sociale e politica potrà essere impostata in maniera corretta, perseguendo il bene integrale dei cittadini, solo avendo a monte una chiara e ferma volontà di promuovere e tutelare la dignità della persona umana e il rispetto della sua libertà, quale strumento per cooperare al bene comune e non quale mera possibilità di fare ciò che si vuole. Tale volontà, affinché non sia velleitaria, deve essere tradotta in proposte legislative coerenti e in concrete azioni di governo. Su questo vanno analizzati l'operato e le proposte di chi si candida a governare il nostro paese».

Valori universali
A partire da questi valori, che non sono cattolici ma universali, vengono scrutinati, persona per persona, con relativo punteggio, i comportamenti dei parlamentari eletti e l'insieme delle rispettive coalizioni.
Si comincia dai parlamentari europei: l'esito della verifica è una graduatoria dove appaiono soltanto 5 esponenti del centrosinistra nei primi 32 "promossi" , rispettivamente all'ottavo, al ventunesimo e agli ultimi tre posti in graduatoria. In sintesi, sui temi inerenti aborto, bioetica e famiglia risulta oggettivamente "promosso" il 70% del centrodestra, solo il 24% del centrosinistra.
Si passa poi al parlamento italiano: riguardo la legge 40/2004 "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita" – che è poi stata confermata a grande maggioranza "trasversale" col referendum popolare, anche con lo strumento politico e civile del non voto – la coalizione di centrodestra ha votato a favore per il 96%, mentre quella di centrosinistra ha votato contro per l'82%.

Assegnando un punto negativo alla coalizione per ogni deputato e senatore favorevole a proposte giudicate in contrasto coi valori di cui sopra (eutanasia e coppie di fatto...) o contrario alle proposte ritenute positive (per esempio, il diritto di famiglia) si registra nell'ultima legislatura un divario consistente: –210 centrosinistra, +4 centrodestra.
Per ragioni di spazio, rimandando all'editoriale di questo numero, non ci soffermiamo sulle numerose leggi approvate in favore della famiglia dal governo che sta per concludere il proprio mandato. Degna di nota è invece la bocciatura della proposta di legge dei Ds per ridurre da 3 a 1 gli anni necessari per ottenere il divorzio.
Quanto agli enti locali: i 16 Comuni italiani che hanno introdotto un registro per le unioni civili eterosessuali e omosessuali sono tutti afferenti al centrosinistra.
Infine l'attività legislativa delle Regioni italiane in favore dei princìpi considerati favorevoli all'uomo e alla sua dignità mostra invece un consuntivo di +240 per il centrodestra e di solo +16 per il centrosinistra.

Molte missive di riguardo
Segue un capitolo in cui vengono stralciate le affermazioni favorevoli o contrarie alla vita e alla famiglia negli statuti e nei programmi elettorali dei diversi raggruppamenti. Soltanto la Margherita, nel centrosinistra, manifesta cautele e rispetto in questi campi; nel centrodestra non viene riscontrata alcuna proposizione discutibile in proposito.
Da segnalare le lettere di Romano Prodi all'Arcigay e all'Arcilesbica, nonché al deputato dei Democratici di sinistra Franco Grillini, in cui il premier in pectore afferma solidarietà e pieno appoggio alle posizioni di quei movimenti.

Il tutto in una trentina di pagine dense di informazioni e povere di divagazioni populistiche. Da cui si deduce che anche quei pochi benintenzionati (vedi il caso di Paola Binetti, presidente del comitato Scienza e Vita e candidata per la Margherita) hanno scarsissime probabilità di far sentire la loro voce in una coalizione com'è il centrosinistra fortissimamente sbilanciata verso l'ala estrema.
Al centro di questo numero del Domenicale potete leggere un saggio che argomenta perché un cattolico non dovrebbe votare per il centrosinistra. Qui abbiamo adottato una logica in parte diversa e comunque complementare: non ne facciamo una questione religiosa, bensì civile, ritenendo che alcuni princìpi sull'uomo siano assolutamente prioritari comunque la si pensi su Dio. Ci sono oggi in Italia numerosi "atei devoti" che condividono questo pensiero, ritenendo che l'Italia sarà un paese civile soltanto se terrà fermi questi punti, fondando a partire da essi qualsiasi politica in qualsiasi campo. Non è una piccola questione. E, a ben guardare, non è difficile distinguere da che parte deve pendere la bilancia.